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3-SIAMO UN POPOLO CATTIVO?

* Repubblica.iT
Siamo un popolo cattivo?
Dibattito sulle pagine di Repubblica. Sofri si chiede se e perché siamo diventati così crudeli tra noi. D'Avanzo gli risponde che, purtroppo, nella cattiveria affondano le nostre radici politico-culturali. Voi, cosa ne pensate? Siamo davvero cattivi? E perché? E, secondo voi, c'è una strada per ritrovare un minimo di coesione nazionale?

utopiachimerica@repubblica
Rispondi citando
"Homo hominis lupus" lo scriveva già Plauto, ed è una verità universale nello spazio e nel tempo. E' la tara originale della nostra specie, la nostra maledizione eterna che ci accompagnerà fino alla "fine dei tempi". Ogni generazione che si sussegue sulla faccia della Terra non fa altro che riscoprila attraverso il suo specifico vissuto, e ne resta dolorosamente stupefatta.
giulio2@repubblica
Titolo: Generalizzazioni inutili Rispondi citando
Una tesi molto ridicola, anch'io sono sorpreso che appaia su Repubblica. Tanto piu' che non si capisce come misuarare la 'Cattiveria'. Fa il pari con altri luoghi comuni: Calabresi testardi, Romani pigri, Milanesi altezzosi, Bolognesi 'grassi'.. La cosa strana e' che gli altri luoghi comuni hanno un valore positivo e autoironico, spesso usato da attori e attrci per riderci sopra. Un fatto vero e' che la nostra Giustizia deve ancora migliorare, anche se le ultime indagini- Calciopoli, Vallettopoli - sembrano procedere gia' meglio rispetto al passato. Ed e' vero che le ristrettezze che molti lamentano sono reali, sopratutto se messe a confronto con i sistemi sociali di altre nazioni Occidentali. A mio parere l'Italia, come tutto il mondo Occidentale, sta attraversando un momento di passaggio: c'e' bisogno di una nuova generazione di Politici, Amministratori, Ufficiali dello Stato che sappiano ridare valore all'Etica della Cosa Pubblica. Ma mi sembra che le cose si stanno muovendo nella direzione giusta, seppure piu' lentamente se a confronto con altre nazioni.... Giulio, dal Canada..
bothanbay@repubblica
Titolo: cattivi noi? Rispondi citando
Noi, come popolo nel suo insieme, cattivi? mele marce ci sn un pò dappertutto, ma a me i "cattivi" sembrano invece quelli che hanno consolidata usanza di decapitare gli ostaggi, oppure quei popoli che lapidano le donne x 1 nonn'ulla, quelli che schiacciano gli studenti in piazza coi carrarmati...ecco, quelli sono cattivi....ma forse ho perso il senso della giusta misura. a me invece sembra che ci accapigliamo x ca**ate da ridere, calcio, matrimoni tra g@y e altre cosucce di poco conto. nn siamo cattivi, semmai un pò ingenui e distratti dall'erba del vicino che pare smepre + verde...
mifiagi@repubblica
Titolo: Rispondi citando
Certo, e non solo, siamo un popolo di arroganti e presuntuosi, arrivisti, ecc.. ecc.. l'importante è apparire il più ganzo,per il resto puo solo affogare........
L'esempio dovrebbe venire dalla classe politica che ovviamente ci pensa bene prima di fare qualche passo indietro , dare il buon esempio di onestà, giustizia sociale, riscoprire i valori che avevamo un tempo....... mi dispisce molto ma credo che non ci sia più speranza !!
faccoj@repubblica
Titolo: Rispondi citando
Al di là dei retaggi storici, come si fa a non arrabbiarsi, diventare cattivi e augurare loro tutto il male, quando non riesci ad arrivare alla fine del mese perché hai una pensione di 800Euro al mese e senti che i dis...onorevoli, oltre ai lauti stipendi e ai mille privilegi, aggiungono pensioni da favola solo dopo una legislatura? Come fai a non incz...quando leggi che Un Vittorio Sgarbi o una Irene pivetti prendono una pensione di 9000Euro al mese?
lectiones@repubblica
Titolo: PIAZZALE LORETO Rispondi citando
Una poveretta appesa per i piedi, forse pisciata addosso, per aver amato quell'uomo, solo un popolo cattivo poteva permettersela. Qualche dubbio?
Chiedere del colonnello Valerio. Comunista.
repubblicaitaliana@repubblica
Titolo: civiltà Rispondi citando
la civiltà di un popolo si commisura con un adeguata miscela di diritti ma soprattutto di doveri.
una mentalità di sinistra dal 68 ad oggi ha eliminato la seconda parte "DOVERI".
Siamo diventati il Paese dei diritti.
Esempio: Aperte le porte alla prima ondata di immigrati albanesi nel dopo post comunismo. La Iervolino apre le porte (diritti ai profughi) e ci troviamo la peggior specie di ladri, assassini prostitute uscite dalle galere del loro paese (chiedete a casale monferrato..) e i doveri di verificare chi sono..
Diritto all'istruzione. Peccato che gli studenti/genitori abbiano solo diritti e non doveri
Diritto all'integrazione certo tutto bello ma se non c'è in dovere di rispettare le regole del padrone di casa che ti ospita.
Quando mai se io invito qualcuno a casa mia questo si mette a fare i suoi porci comodi. Io cerchero di metterlo a suo agio senza però stravolgere il mio modo di vivere che fa parte della mia cultura.
Ecco che io posso diventare "passatemi il termine" cattivo se l'altro non adotta il dovere di rispetto dei miei diritti
babf@repubblica
Titolo: Condivido in pieno CATTIVISSIMI Rispondi citando
[quote="ignazio@repubblica"]In un paese dove si privilegia la parentela, l'essere amico degli amici, il privilegio rispetto al valore o all'intelligenza, si può parlare di cattiveria?
No, siamo solo un popolo che non è un popolo, siamo un insieme di tribù.
Purtroppo si va sempre peggio, anzicché migliorare emerge sempre di più il nostro lato peggiore. Diventeremo cattivi, cattivissimi, ma questo perché stiamo diventando sempre più incivili.
Però ci commuoviamo di fronte ad un film o ad un funerale.[/quote]




Cattivissimi hasta siempre purtroppo; ipocriti e spesso falsi; abili solo negli inciuci e nel mescolare il sacro con il profano; capaci di barricarci dietro un crocefisso o a un rosario per mostrare la nosta fede (finta), e minacciare "l'altro" di non toccare le "nostre" pseudo-tradizioni e i nostri labili valori; capaci di bestemmiare anche in televisione ma poi rapidi nel dichiararci religiosi e cristiani (senza conoscere minimamente i veri valori del Cristianesimo). Ci mancava solo di sperimenare la scorsa legislatura che non ha fatto altro che divulgare e inculcare il seme dell'ODIO, del bullo, del facilone e spaccone, dell'amore per il dio denaro e dunque del successo, del culto per il potere e dunque per la prevaricazione ad ogni costo......e ora mi fermo perchè riflettendo su queste realtà evidenti o subliminali quasi occultr mi vine il mal di stomaco. Ma riusciremo nell'intento di salvare il salvabile? Ci spero ancora.
cavallottocavallotti@repubblica
Titolo: Re: assolutamente si Rispondi citando
"(...)ho 42 anni e potrei farvi 42 anni di esempi di cattiveria all'italiana, vivo all'estero e torno ogni tanto per rendermi conto di quanto lo siamo.
oltretutto siamo riconosciuti per essere bugiardi (...)

(...)ma indubbiamente, noi siamo veramente un popolo cattivo e falso (...)

Commento:
Se non siamo un popolo cattivo, siamo sicuramente un popolo esagerato! Che parere, mi perdoni! Ci dica però dove vive all'estero e vediamo se davvero vive con un popolo più buono del nostro... (con affetto e un sorriso naturalmente)
CavallottoCavallotti
redproust@repubblica
Titolo: Egoisti più che cattivi Rispondi citando
Dire che gli italiani - 58 milioni e passa di persone - sono un popolo cattivo non mi sembra nient'altro che una provocazione, o il frutto di un'analisi poco approfondita.

E questo giusto per chiarire, se mai ce ne fosse bisogno, che è impossibile rinchiudere in una categoria generalissima - quale la cattiveria - un insieme così eterogeneo di individui.

Detto questo, è indubbio che noi italiani - per i motivi storici che ben ricordava D'Avanzo - siamo un popolo disunito che, ad esempio a differenza dei francesi, non riesce a riconoscersi granchè sotto una bandiera di valori e ideali.

La nostra unità è recente e certo non siamo ancora riusciti a metabolizzare le nostre differenze (linguistiche, culturali, etc.).

Per questo tendiamo a rinchiuderci nel nostro piccolo io - Scalfari parlava di frammenti di specchio - e a non avere una visione globale di noi, del nostro passato, presente e futuro.

Arrivare a parlare di cattiveria italica è però troppo semplicistico: quanto più si può parlare di egoismo italico. Ma non credo che gli italiani siano l'unico popolo a potersi fragiare di tale titolo.


Divisione La Repubblica
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