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economia
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6-SIAMO UN POPOLO CATTIVO?

* Repubblica.
Autore Messaggio
pallina@repubblica
Titolo: Rispondi citando
"L'Italia è il paese dei miracoli, dove gente sull'orlo del fallimento te la ritrovi stramiliardaria". Parlerà mica del sig.B., per caso? "Credo che debba molto più lui alla politica di quanto la politica debba a lui". Enzo Biagi.
Questo però è stato possibile non perchè siamo un paese di buoni, ma solo e soltanto perchè siamo un paese alla catastrofe culturale!
totoremilano@repubblica
Titolo: Cattivi o Brava Gente? Rispondi citando
Salute a Tutti,
ho vissuto parecchi anni a Londra. Non credo che siamo piu' o meno cattivi degli Inglesi o dei Cugini d'Oltralpe (i quali hanno dato prova della Loro ridicola arroganza dopo la Finale di Berlino). Credo che il Nostro peggior Limite sia il Provincialismo con l'incapacita' che ne consegue di mantenere un contegno. Non siamo stati capaci di zittire certe ridicole prese di posizione di Zidane quando abbiamo consentito a Gallas di dirci che siamo loschi o via dicendo sul tema. Tutto cio' deriva secondo Me dalla cronica incapacita' di fare a meno delle urla, delle scenate da bassifondi. Oscilliamo tra due estremi della retorica di Italiani Brava Gente (colonizzatori benevoli - salvo poi scoprire che abbiamo usato l'iprite contro gli Africani - guerrieri generosi e via dicendo) oppure Mediocri urloni da parte di altrettano squallidi intellettuali del luogo comune che trovano eco e ottoni accompagnatori solo in Patria (visto che i Cervelli vanno all'estero e si lasciano alle spalle questo spreco di parole). Non credo che Noi Italiani siamo cattivi, ma solo molto provinciali, ci piace sguazzare nei Nostri Stereotipi, salvo poi levare scudi di indignata offesa, chiaramente urlando e strepitando, ma senza essere capaci di tenere il tono necessario ed adatto agli Argomenti ogni volta in discussione, specialmente quando vanno prese decisioni tramite inutili Referendum. Al di la' di cio' che si puo' pensare di Welby, Sofri, Fecondazione Eterologa, cio' che contraddistingue e' il cieco e volgare ideologismo che fa da sfondo banalizzante ad ogni dibattito.
w_smith@repubblica
Titolo: Rispondi citando
Non credo che gli italiani siano un popolo cattivo, ma semplicemente un popolo che non riesce a guardare al di là
del proprio orticello, poco lungimirante e -questa è la cosa secondo me più problematica- molto bravo a dividersi
sulla base di pure argomentazioni di carattere ideale senza guardare alle necessità pratiche della società.

Winston Smith
antonsalva@repubblica
Titolo: Rispondi citando
Questa mattina ho incontrato un signore ottantenne che per 46 anni ha spaccato pietre in una cava. Vive dignitosamente (non l'ho mai sentito lamentarsi) con una modesta pensione. Penso, tra gli altri, ai signori politici che siedono (oppure no, dipende se devono approvare qualche cosa che il PARTITO vuole venga approvata) per qualche anno in Parlamento e per questo godono di pensioni dorate. Possiamo considerare anche questa cattiveria? A me sembrerebbe di sì!

daniele.c@repubblica
Titolo: Rispondi citando
"Il peggio che può capitarti in Italia è farti sorprendere non protetto da un sistema di relazioni, estraneo a una forma organizzata di interessi, isolato e senza famiglia"; in Italia si assiste ad un assalto contro il "più debole, i vecchi, gli isolati, quelli che non hanno la forza per difendersi o non l'hanno mai avuta". Due frasi che sottolineano il senso dell'articolo. Cosa aggiungere? Di far pressione perchè si (ri)acquisti un nuovo senso del pudore pubblico.
incuso@repubblica
Titolo: Sì lo siamo... o meglio secondo me e' piu' che altro invidia Rispondi citando
frequentando gruppi di discussione stranieri balza subito all'occhio come gli italiani siano litigiosi e assolutamente meno disponibili ad aiutare gli altri...

A naso direi he piu' che cattiveria è la tendenza ad essere invidiosi.
wonder55@repubblica
Titolo: Siamo peggio che cattivi Rispondi citando
Siamo per larga parte un popolo ignorante,chiuso nel suo "particulare",senza alcun senso del bene pubblico.Ciò è in una certa misura da attribuire alla nostra storia,ma dipende anche da nostre caratteristiche.Cattivi proprio non siamo:ci inteneriamo davanti a certe situazioni, ma le nostre risposte sono superficiali, momentanee,senza alcuna profondità.Siamo in perenne contraddizione;un po' furbastri e presuntuosi,un po' ingenui e afflitti da immotivati sensi di inferiorità.Riusciamo simpatici,ma spesso stancanti per la tendenza a strafare.
nicoguzzi@repubblica
Titolo: Rispondi citando
Non siamo né un popolo solo cattivo e né solo il popolo del volontariato di cui tanto si tessono lodi.
mb1947@repubblica
Titolo: Stiamo incattivendo Rispondi citando
1) La politica per prima ha inasprito i toni, li ha resi cattivi, abbandonato le regole del rispetto e dell'educazione. Una politica autoreferenziale, cinica e feroce

2) La polarizzazione della ricchezza e l'immigrazione hanno fatto aumentare i poveri o coloro che si sentono tali. I poveri da sempre appaiono più cattivi. Per di più se la scarsa dinamica sociale limita le speranze.

Aumentano le lotte fra ricchi e poveri e quelle fra poveri, per quello che c'è da spartire. Le lotte fra i polli di Renzo.

Si, stiamo diventando più cattivi e la tendenza è all'imbarbarimento ulteriore.

Massimo Biondi


Divisione La Repubblica
Gruppo Editoriale L’Espresso Spa



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