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ℓα ѕραgиα


Oggi il governo Zapatero approva un disegno di legge che consente il matrimonio civile e le adozioni alle coppie omosessuali. «Questi cittadini - ha spiegato il premier - non devono più essere considerati di serie B»
Oggi la Spagna dice sì ai matrimoni gay, un sì pieno, condito anche dal diritto all'adozione. Il disegno di legge verrà presentato questa mattina nella sede del Partido socialista obrero español e discusso sempre oggi dal governo di José Luis Rodriguez Zapatero, poi passerà per il Parlamento per entrare in vigore probabilmente ad inizio 2005, sempre che il Senato, a maggioranza relativa popolare, non faccia qualche scherzo e rallenti l'iter. «Quel che vuole il governo - ha affermato ieri Zapatero - è che questi cittadini, che noi tutti conosciamo perché sono amici, parenti o colleghi di lavoro, smettano di essere di seconda categoria ed abbiano pieni diritti, compreso quello di poter formare una famiglia». Dopo Olanda e Belgio, dopo tre province canadesi e lo stato del Massachusetts, anche la Spagna entra così nella ristretta lista dei paesi che permettono agli omosessuali di sposarsi e tenere prole (in Belgio non possono). Già quasi tutte le regioni iberiche hanno da alcuni anni dei registri per le unioni civili tra persone dello stesso sesso, quattro (Navarra, Aragona, Catalugna e Baleari) riconoscono anche il diritto all'adozione; adesso Madrid riempie il vuoto legislativo nazionale adattando il codice civile ai tempi, ai diritti ed alle regioni. Già 14.000 coppie gay sono registrate nelle liste regionali, ma si tratta di un dato assolutamente insulso, le stime parlano infatti di almeno 100.000 matrimoni gay da celebrare nei prossimi tre anni. Festa grande a Chueca, quartiere gay nel cuore di Madrid e luogo privilegiato di rivendicazione, ma anche grande soddisfazione da parte delle associazioni di gay e lesbiche e dure lamentele da parte della Chiesa. Inocente Garcia, responsabile della famiglia per la Conferenza episcopale spagnola, vaticina futuri apocalittici con tanto di «distruzione della famiglia» e sottolinea i rapporti sempre più tesi con il governo.
Zapatero risponde che la «Spagna è una democrazia e la sovranità risiede nel Parlamento», oltre a ricordare che è necessario sradicare la «discriminazione» che vive il collettivo omosessuale «a cui si impongono gli stessi obblighi di tutti gli altri ma a cui si negano alcuni diritti».
Il governo proporrà al parlamento di cambiare 14 articoli del codice civile, dal matrimonio ai diritti di eredità, dal regime economico alla responsabilità criminale fino alla legge sulla riproduzione assistita. Una rivoluzione dei diritti che viene condotta con il semplice lavoro di adattamento lessicale. «Marito e moglie» diventano più semplicemente «coniugi», «padre e madre» saranno solamente «genitori», e un figlio ne potrà avere quattro e non solo due. L'articolo più controverso, quello sull'adozione, non viene nemmeno cambiato, rimane così com'è, permettendo l'accesso all'adozione a «coppie sposate, coppie di fatto eterosessuali e single». Una volta riconosciuto l'unione omosessuale, anche le cappie gay legalmente sposate potranno chiedere un figlio.
L'adozione è comunque il punto più controverso. Zapatero ha difeso l'iniziativa affermando «che già i single possono adottare un figlio (dal 1987, ndr) senza che nessuno chieda loro l'orientamento sessuale». «L'importante - ha aggiunto il premier iberico - è che il bambino viva in una buona famiglia che gli fornisca le condizioni per il suo sviluppo, e ciò non lo determina l'orientamento sessuale». Poi ci sono gli studi. Nel 2002 l'Accademia americana di pediatria ha dato un giudizio favorevole alle adozioni gay mentre uno studio dell'Università di Siviglia su 28 coppie «omoparentali» ha osservato nei bambini «un livello alto di affettività e livelli generalmente bassi di conflittualità». Il Collegio ufficiale degli psicologi spagnolo, sempre nel 2002, chiudeva il suo rapporto sulle adozioni sostenendo che «l'importante di una casa non è la sua forma esterna, se è costruito di pietra o legno, se ha due piani o la terrazza, l'importante è, realmente, che serva alle sue funzioni di riparo e protezione che deve svolgere».
Esistono però problemi internazionali per le adozioni. I paesi terzi con cui la Spagna ha firmato delle convenzioni in materia prevedono infatti espressamente solo le coppie eterosessuali o i single (solo la Cina chiede l'orientamento sessuale del single e solo il Sudafrica le coppie gay, ma non ha firmato con Madrid). Rimangono così solo i bambini spagnoli, una minoranza, circa il 10%, e su cui tra l'altro grava una già intasata lista d'attesa. Zapatero ieri ha assicurato che cercherà di risolvere il problema.


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