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hippopando.pep.zone

*ArTe_MuRaLe*

Quante volte ci hanno chiesto che differenza passava tra graffito e murales? Ora possiamo concretamente mettere a confronto le due cose piu' approfonditamente del solito.


-Il GRAFFITO come disegno sulla parete deve essere esclusivamente disegnato con le bombolette spray (o aerosol, da cui AEROSOL ART ), sono riconoscibili grazie alle coloratissime e illeggibili scritte, ai particolari effetti cromatici che si ottengono con gli spray e a quelle strane figure molto somiglianti a caricature e fumetti. Le complicate scritte che di solito non vengono comprese, sono in realta' frasi o parole con una particolare evoluzione grafica delle lettere (evoluzione del lettering) che le rende irriconoscibili.
Con queste scritte esageratamente modificate, i graffitisti scrivono di solito i nomi delle loro tag e dei loro gruppi (CREW in gergo), frasi di protesta e di contestazione (spesso in lingua inglese), offese, auguri, semplici parole con significati che possono essere intesi solo da chi si occupa di questo tipo di "arte".
Ma come vengono interpretati i graffiti da coloro che non riescono a decifrarli? Cosa c'e' dietro a ogni disegno?
Sicuramente non e' solo una forma di vandalismo come qualcuno crede, bensì una forma d'arte che si e' sviluppata con l'HIP-HOP : questo movimento giovanile nato insieme alla musica rap, alla breakdance e ai graffiti, si e' evoluto in tutti gli Stati Uniti ed e' poi sbarcato in Europa negli anni ottanta a Berlino e Parigi.
Ma cosa spinge questi giovani artisti di strada ad avventurarsi di notte nelle stazioni, nei depositi della metropolitana o nelle strade della citta'?

E' il desiderio di essere notati: e' per questa ragione che e' nato il graffitismo o AEROSOL ART (arte dello spray) nel Bronx. I giovani per lo piu' di colore e ispanici, lasciavano sui muri la loro TAG; spesso sceglievano i vagoni della metro perche' potessero essere notati il giorno dopo dal maggior numero di persone: era il modo di dire "Esisto!" "Ci sono anch' io!".
I primi a firmare la metro newyorkese e i muri dei ghetti furono Taki 183, Phase 2 , Rammelzee, A-One, Lee, Cliff...
Il critico Gillo Dorfles tratta i graffiti newyorkesi come un'espressione nuova e autentica, quelli italiani come banali imitazioni.
Tutto cio' non e' vero, l'hip hop e' stato tramandato, ha attraversato l'oceano ed e' arrivato in Italia passando per la Francia e la Germania: sono stati quindi tramandati i graffiti, la musica rap e la breakdance. I graffiti italiani non sono imitazione, ma prosecuzione di quelli americani. Ogni nazione si e' poi creata uno stile sulla base dell'hip-hop newyorkese (racchiudendo quindi le tre "discipline" ) considerato come un modello, un canone. L' Italia e' l'ultima arrivata e, a differenza delle altre nazioni europee (Francia, Germania, Spagna, Olanda), non possiede ancora uno stile unificato, ma e' molto frammentato: in ogni citta' se ne e' creato uno diverso. Solo ultimamente la scena Hip Hop italiana sta maturando, sembra che il 1995 sia stato l'anno del boom, mentre nel resto d' Europa il graffitismo da' segni di indebolimento. La gente si e' accorta che in Italia esiste questo movimento che per molto tempo era rimasto nascosto; e riesce a conviverci solo da pochi anni.
Qualche comune stanzia fondi per organizzare conventions dove paga le bombolette ai graffitisti (WRITERs in gergo), offre spazi ai ballerini di breakdance e ai rapper. Si tratta di un concentrato di hip hop, dove centinaia di ragazzi e ragazze (B-BOYs e FLY-GIRLs in gergo) si riuniscono per rappresentare la propria citta', per confrontarsi nei graffiti, nella breakdance e nel rap, per avere dei contatti con altri b-boys o fly-girls, per unificare infine lo stile italiano.
Si devono pero' distinguere gli artisti del graffito dagli imbrattatori, per lo piu' ragazzini inesperti (TOYs in gergo), che imitano i grandi dell'aerosol art, copiando i disegni dalle fanzine in circolazione (riviste per appassionati del settore): non si fanno scrupolo a lasciare le loro firme ovunque, anche sui monumenti (il vero writer non imbratta i monumenti e le opere d'arte, ne ha fatto un divieto). Non e' detto poi che questi toys diventino dei veri graffitisti. Spesso il graffitismo viene considerato da queste orde di ragazzini come una moda, una moda intesa come ideologia di branco.
In realta' e' una tendenza, uno stile di vita che si forma solo con anni di esperienza; infatti il b-boy affermato cerca di proteggere in ogni modo l'hip-hop da chi cerca solo di imitarlo e copiarlo per moda. Il boom dei toys ha dato vita anche ad una forte speculazione commerciale mediante la produzione di capi di abbigliamento giovanile, quaderni scolastici, che imitano i graffiti.


-Il MURALE si differenzia dal graffito sia per la sua storia che per le sue tecniche di realizzazione.
Il modello di riferimento e' il muralismo messicano nato intorno agli anni venti come espressione di quelli che erano gli ideali circa la politica, l'arte e il ruolo svolto dalla cultura. I "tre grandi" furono Rivera, Orozco e Siqueiros i quali credevano in un'arte collettiva che potesse essere goduta da larghi strati di societa' trovandosi quindi in luoghi pubblici di larga frequentazione.
I temi principali riguardano la narrazione del mondo precolombiano e delle sue tradizioni, che non bisognava dimenticare, e il periodo che va dalla conquista spagnola fino all'avvio dell'epoca moderna, culminata nella rivoluzione del 1910.
Oggi la critica ha messo in risalto sia la grandezza, sia le incongruenze esistenti all'interno del muralismo; bisogna inoltre considerare il clima del momento, il fervore politico nel quale vivevano gli artisti che inaugurarono la grande stagione murale nel 1922. Il muralismo messicano si sviluppa seguendo le tendenze caratteriali di ciascun artista, presentandosi cosi' poliedrico per quanto riguarda le idee in campo politico e le tecniche di realizzazione. Negli anni '70 i murales sono stati usati in Cile come forma di comunicazione per spiegare alla popolazione, in gran parte analfabeta, i contenuti della lotta contro l'oppressione.
La pittura sui muri era una forma di espressione molto diffusa in Cile durante il governo di Salvador Allende; dopo il colpo di stato militare del Settembre 1973 e l'uccisione di Allende, molti cileni sono stati costretti a rifugiarsi all'estero. Gruppi esuli continuavano a dipingere i soggetti che dipingevano in patria, perche' la gente, vedendo quei muri, non avesse dimenticato il destino del loro paese.
In molte altre parti del mondo i murales sono diffusi come forma spontanea e collettiva di espressione artistica.
Le tecniche utilizzate dai muralisti messicani erano inizialmente quelle antiche dell'affresco e dell'encausto. Poi Siqueiros sperimento' nuovi sistemi di colorazione, usando vernici e strumenti industriali. Comincio' cosi' a utilizzare la pistola a spruzzo e l'aerografo con vernice per auto (ossido di pirossellina) e resine sintetiche a rapida essiccazione, resistenti agli agenti atmosferici (ideali quindi per murales esterni).
I murales di oggi non hanno la stessa funzione di quelli messicani o di quelli cileni, ma vengono disegnati per attirare l'attenzione della gente. Vi e' un grande divario nei settori in cui viene applicata quest'arte murale, con grado di partecipazione pubblica piu' o meno elevato. Alcuni dipinti murali sono sponsorizzati dall'industria a fini pubblicitari.
Secondo il critico Mark Treib, in America si possono distinguere due scuole, che differiscono tra loro per stile e contenuto, e che sono rappresentate dalle contrapposte culture della West Coast e della East Coast, con Los Angeles e New York come principali punti di riferimento. Sono noti i muri iperrealisti di Los Angeles, alcuni gruppi di lavoro intraprendono progetti con la tecnica dei "trompe l'oeil", provocando sconcertanti illusioni ottiche. I gruppi piu' famosi di artisti che disegnano murales, sono il Fine Heart Squad in Inghilterra e il City Walls Inc. negli Stati Uniti.


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