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OPERE LATINE IN PROSA

Opere latine in prosa

Quella che si ritiene sia stata la casa natale di Petrarca, ad ArezzoDe viris illustribus - (1337) biografie di illustri personaggi romani alle quali, in seguito, Petrarca aggiunse quelle di personaggi di tutti i tempi, a cominciare da Adamo.
Rerum memorandarum - (1350) raccolta di esempi storici e di aneddoti a scopo d'educazione morale
Itinerarium Syriacum, descrizione dei luoghi che si incontrano viaggiando da Genova a Gerusalemme
Secretum meum o De contemptu mundi - (opera composta tra il 1347 ed il 1353, ed in seguito riveduta) è un dialogo fra Agostino ed il poeta al cospetto della Verità, nel quale Petrarca confessa i suoi più intimi sentimenti: l'incertezza, il desiderio di pentimento, l'incapacità di rinunciare a Laura ed alla gloria. Il Secretum è un ideale itinerario della vita del Petrarca.
De vita solitaria - (1346-1356 circa) esalta i vantaggi della solitudine.
De otio religiosorum (otium = tranquillità di spirito) - (1346 – 1356) esalta i vantaggi della vita monastica, dedita alla contemplazione e lontana dalle ambizioni.
De remediis utriusque fortunae - (1360–1366). Sono due libri di dialoghi di carattere morale. Petrarca invita a mantenere l'animo equilibrato sia nella buona sorte sia nell'avversa
Invectivae in medicum quemquam - (1355) contro un medico e la medicina del tempo. Difende la poesia contro la scienza e le arti meccaniche.
De sui ipsius et multorum ignorantia - (1368) confuta l'accusa di ignoranza mossagli da quattro averroisti veneziani e deplora il cieco aristotelismo.
Invectiva in Gallum o Invectiva contra eum qui maledixit Italiam – contro un cistercense francese, avverso al ritorno della sede pontificia a Roma.
Epistolae (familiares, seniles, variae, sine titulo) – NB – sono lettere in massima parte scritte per la pubblicazione, con intenti letterari o morali, ed il carattere letterario talvolta deforma i fatti narrati, anche se il discorso si mantiene sul piano della familiarità. Il Petrarca ha lasciato questo ricchissimo epistolario, che testimonia i suoi vasti interessi culturali e spirituali e lascia trapelare il quadro di quarant’anni di vita europea. La raccolta delle "Variae" comprende cinquantasette lettere, conservate e raccolte dagli amici ai quali erano state indirizzate. Alcune si trovano anche nelle raccolte ordinate dal Petrarca stesso. Le "Familiari" (1349–1366, una del 1325) e le "Senili" (1361– 1374) sono indirizzate all'amico Francesco Nelli (Simonide). Le Senili si dovevano chiudere con una lettera alla posterità (Posteritati), rimasta incompiuta, nella quale il poeta narra la propria vita (il racconto si ferma al 1351)


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