pep.zone
Welcome, guest. You are not logged in.
Log in or join for free!
 
Stay logged in
Forgot login details?

Login
Stay logged in

For free!
Get started!

Multimedia gallery


staimale.pep.zone

*che bella palestra*


Il tempo era penoso. Pioveva oramai da oltre mezzora, una pioggia fredda, anzi, gelida. Salutami mia madre e presi l’ombrello. Dovevo andare in palestra, mio fratello non sarebbe venuto con me stavolta, doveva dare un esame all’università.
Presi il pullman ed arrivai in ritardo e tutto inzaccherato. Poggiai la borsa nello spogliatoio e mi apprestai a fare palestra. Più volte mi accorsi di alcuni ragazzi che parlottavano spesso tra loro, tra cui un vero figo: alto almeno un metro e ottantacinque, capelli castano scuro e due luminosi occhi verdi. Quanto potei gli rivolsi un sorriso, tanto non avevo mai avuto modo di parlargli!!

Dopo un’ora e mezza tornai, stanco morto, nello spogliatoio e mi guardai allo specchio: avevo un bel fisico per i 19 anni che avevo, due vivi occhi marroni e dei capelli a spazzola castano chiaro. Facevo la mia porca figura. Mi ero scoperto gay ormai da un anno, anche se non avevo avuto, sinora, alcun tipo di rapporto. Mi svestii per rimanere completamente nudo, eccezion fatta per l’accappatoio verde: infatti vi erano delle docce, tutte separate tra loro, però, da pareti di mattoni.
Proprio mentre mi lavavo, sentii dei movimenti dietro la mia porta, ma non riuscivo a capire di chi si trattasse ed inoltre l’acqua non mi facilitava certamente le cose!

Passarono alcuni minuti quando vidi quel bonazzo entrare nel mio vano doccia, già stretto per una sola persona.
«Ti va di divertirti, frocetto?» mi chiese, muovendo la mano sinistra sul mio cazzo, che in breve tempo divenne più duro del marmo. Non ero superdotato, ma mi accontentavo dei miei 17 cm. Lui, invece, ne dimostrava perlomeno 20!!

Mi infilò la lingua in bocca, in un bacio possessivo; intanto con la sinistra continuava a masturbarmi. Poi si fermò, spingendomi giù con le mani sulle spalle: presi la sua enorme verga in bocca, assaporando il suo presperma misto all’acqua che cadeva dalla doccia. Sentivo il buonissimo sapore diventare mio, eccitandomi tantissimo. Succhiavo con goduria il suo bel cazzo e lui pareva esserne più che felice, considerando i suoi mugolii di piacere. Continuò così per un quarto d’ora, mentre il leccavo voglioso tutta la sua verga, succhiandogli anche le palle, spinto dalla libidine. Improvvisamente mi fermò e mi urlò di girarmi. Ero terrorizzato, ma ero sicuro che mettersi contro di lui serviva a ben poco. Prima cominciò a leccarmi il culo, per poi allargare con le dita il mio sfintere: il dolore era molto, avrei voluto che la smettesse ma lui non era d’accordo. Inaspettatamente, e senza alcun preavviso, mi inserì il suo cazzo in culo. Urlai di dolore, le lacrime si confondevano con l’acqua della doccia ma lui, imperterrito, mi sodomizzava senza pietà.
«Vai porcone, accetta il mio cazzo in culo e godi!» sbraitava, proprio quando io cominciavo a mettere da parte la sofferenza per godere. Di tanto in tanto mi dava, anche, degli schiaffi sulle chiappe, infilando la verga sempre più in fondo. Con un urlo animalesco, venne dentro il mio ano, riempiendomi di tutto il suo succo.
«Resta fermo!» mi disse mentre estraeva il suo cazzo. Non capii che cosa volesse fare, ma sentii la porta della doccia aprirsi. Era entrato ora un altro ragazzo.
«Che bel culo!» disse questo già nudo e in tiro. Senza tanti preamboli mi inculò: il suo pene era un po’ più sottile del bono, ed io riuscivo a godere come una vacca. La sensazione della parete dell’ano che si scostava mi mandava in paradiso.
Ma lui proseguiva, senza mostrar pietà, divertito ed infoiato.

Almeno una decina di uomini, uno dopo l’altro, vennero nel mio culo, allargandomi le chiappe in un modo senza uguali. Poi, quando questi terminarono, mi costrinsero a sedermi su una panca dello spogliatoio ed uno per uno mi rivennero in un buco, stavolta, però, in bocca. Alcuni spermi erano veramente saporiti, altri terribili.
Quando tutto parve finire, tornarono da me e dovetti fare un bucchino a tutti loro, chi leccandogli solamente l’asta, a chi succhiando anche i coglioni.

Passò così un’altra ora, e quando sembrarono soddisfatti, fui gettato per terra. Tutti tranne due se ne andarono. Infatti questi avevano deciso di incularmi insieme: ero davvero terrorizzato, il mio culo s’allargò sproporzionalmente mentre per oltre venti minuti sentivo i due cazzoni entrare ed uscire da me e le loro parole come troia, frocione, puttana non fecero altro che eccitarmi ancora di più.



This page:




Help/FAQ | Terms | Imprint
Home People Pictures Videos Sites Blogs Chat
Top
.